Oggi alla Camera dei deputati, tutti i partiti, hanno sottoscritto un ordine del giorno, per ottenere che venga sanata una grave ingiustizia contenuta nella Legge sul reddito di cittadinanza, penalizzando di fatto, le famiglie con disabili, che venivano escluse, in funzione del computo dell' assegno di invalidità, come fosse componente di reddito tassabile.
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La senatrice Daniela Sbrollini contro le scelte della Malaysia. “Una scelta che il Cio non può accettare e che noi dobbiamo condannare”.
Comunicato Stampa - Sen. Daniela Sbrollini
#primaiprincìpi
Si sta scrivendo una nuova “pagina nera” nel mondo dello sport. Questa volta a pagare sono i cittadini di passaporto israeliano. Una vera vergogna. Un atteggiamento chiaramente anti-semita, offensivo nei confronti di una nazione (Israele) e di una religione.
La versione online del “Foglio“, riporta che "il Governo della Malaysia ha interdetto l’ingresso ai cittadini di Israele. Il provvedimento di Kuala Lumpur è inteso ad escludere i cittadini israeliani dai Mondiali di nuoto per disabili, che si svolgeranno nel Paese a luglio. Il ministro degli Esteri,Saifuddin Abdullah, ha ribadito, sempre nelle ultime ore, che non intende “ritirare” il divieto di ingresso agli israeliani per il campionato di nuoto valevole per le qualificazioni alle Paralimpiadi del 2020, e che anzi, da oggi, nessun rappresentante israeliano potrà entrare in Malesia per eventi di qualsiasi tipo".
La Carta Olimpica ispirata da Pierre de Coubertin e rivista nel 2013 stabilisce le regole che devono ispirare le singole organizzazioni nazionali. Lì sono scritti i principi che devono essere condivisi da tutti gli stati che ospitano le manifestazioni olimpioniche:
L’articolo 6 del capitolo 1 definisce la non discriminazione per razza, colore, sesso, orientamento sessuale, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale, nascita.
Lo sport ha svolto in molte occasione la funzione di rilanciare iniziative di pace, permette la conoscenza e promuove l’amicizia tra persone di origine, cultura e religioni diverse. Lo sport olimpico aveva il “potere” di fermare le guerre duemila e cinquecento anni fa.
Oggi non può essere l’occasione per alzare barriere, per discriminare persone, per promuovere la cultura dell’odio.
Se la notizia viene confermata il CIO non può non intervenire. Credo che anche le istituzioni italiane, il Governo dello Sport ed il Governo Nazionale, debbano prendere una posizione ferma. - #primaiprincìpi
Daniela Sbrollini
22/01/2019
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